Recensioni Banks, Seals & Krahn

DESIDERIO DI VENDETTA DI MAYA BANKS

Data pubblicazione: 4 Luglio 2018
Titolo originale: Shades of gray (2012)
Serie: KGI – Vol. 6
Editore: Leggereditore
Genere: romantic suspense
Ambientazione: Stati Uniti + Europa
Livello di sensualità: warm
Lunghezza: 232 pagine
Prezzo: ebook € 4,99 cartaceo € 10,96
Potete leggere il post dedicato a Maya Banks QUI

Sinossi:
P.J. Rutherford, abile cecchino, caparbia e sicura di sé, è l’unico membro femminile del KGI. Compagni della stessa squadra, lei e Cole sono legati da un semplice e innocuo cameratismo, fino al giorno in cui decidono di assecondare la reciproca attrazione. La mattina successiva alla loro unica notte di passione, vengono però coinvolti in una difficile missione che si concluderà con esiti drammatici. Incapace di dimenticare le indicibili violenze subite, per non trascinare i compagni di squadra nelle ombre oscure che l’hanno avvolta, P.J. sceglie di allontanarsi dal KGI e affrontare da sola le sue tenebre. Ma a distanza di mesi Cole ha chiari i sentimenti che lo legano a lei e non può rassegnarsi alla sua fuga… Coadiuvato dal resto della squadra, si mette quindi sulle sue tracce, sebbene sia consapevole che aiutare P.J. a fare giustizia significhi sacrificare la propria lealtà al KGI e probabilmente mettere a repentaglio le loro stesse vite… 

Impressioni:
Con questo libro credo proprio di avere chiuso con la KGI series e probabilmente con Maya Banks. Non che mi abbia mai convinta il suo modo di scrivere però qualcosa qua e là l’ho apprezzato, decisamente non in questo caso. Personalmente amo le protagoniste toste alla Olivia Benson di Law & Order Unità vittime speciali per intenderci, donne sicure, che sanno difendersi, che non hanno bisogno di essere salvate, che rispettano la legge e che, anche se vivono a stretto contatto con i mali del mondo, riescono a mantenere la loro umanità. Non è così per P.J. che è sicuramente una tosta ma non in modo positivo, è una che si fa giustizia da sè, che non rispetta la legge, che crede di avere tutto il diritto di agire come vuole senza curarsi di chi travolgerà durante la sua missione, una che uccide esseri umani come si schiaccia una mosca, insomma la perfetta assassina psicopatica e, avere una così come protagonista di un romantic suspense, non fa proprio per me. Non che gli altri componenti del KGI siano molto meglio, sono tutti dei cloni di Rambo, esteticamente me li immagino simili a The Rock, tutti muscolosi e con la testa piccola, il loro mantra è “prima la famiglia, poi la patria”, fanno fuori la gente senza nessuna conseguenza a livello emotivo, non esiste pietà, non esiste umanità, solo la vendetta e il farsi giustizia da soli. Insomma sono tutto ciò che più mi disgusta di certe convinzioni tipicamente U.S.A. di estrema destra dove vige l’occhio per occhio e dove si va in giro armati fino ai denti, tanto la legge lo consente. No grazie, faccio volentieri a meno di questi personaggi che di positivo non hanno nulla, per me il romantic suspense di livello è quello della Krentz, della Howard e della Stuart e comunque in questa storia di romantic non c’è praticamente niente, si gira sempre attorno agli stessi concetti riguardanti la vendetta, P.J. e Cole fanno sesso all’inizio del libro e poi c’è solo violenza. Pessimo su tutta la linea.

POINT BREAK – BOOK TWO: ON THE ROAD DI MARION SEALS

Data pubblicazione: 11 Giugno 2018
Serie: Living NY – Vol. 3
Editore: autopubblicazione
Genere: romantic suspense
Ambientazione: Stati Uniti
Livello di sensualità: medio/alto
Lunghezza: 572 pagine
Prezzo: ebook € 2,99
Note: potete leggere il post dedicato all’autrice QUI
Titoli della serie:
1) Big Apple
2) Point Break – book one: in the city
3) Point Break – book two: on the road

Sinossi:
Il destino li ha fatti incontrare.
Il pericolo li ha costretti a fuggire.
L’amore li metterà di fronte ai loro limiti.
Inseguiti da un pericoloso criminale e ricercati dall’FBI, Ryons, Charlotte, Randy e Finnigan lotteranno per le loro vite, in un percorso che li costringerà a fare i conti con i loro stessi sentimenti e li metterà di fronte ai loro limiti.
Charlotte assaporerà la passione e le sue inossidabili certezze verranno incrinate dall’attrazione per Ryons, il quale scoprirà che le guerre del cuore sono ben più complicate e pericolose di quelle combattute nel suo passato. 
Randy conoscerà l’amore, quello tormentato, difficile e, forse, non corrisposto per Finnigan, la guardia del corpo che alberga da mesi nei suoi sogni proibiti. Riuscirà quest’ultimo ad accettare una verità a lungo negata e a far entrare l’estroso stilista nella sua vita?
Ognuno di loro oltrepasserà il suo punto di rottura, e niente sarà più lo stesso.

Impressioni:
Attendevo con trepidazione questo libro per vedere come sarebbe andata a finire tra le coppie Ryons/ Charlotte e Randy/Finnigan ma purtroppo ne sono rimasta piuttosto delusa. In primo luogo nella parte iniziale non c’è una sorta di riepilogo del libro precedente e si fa fatica a riannodare i fili. Altra nota negativa è l’eccessiva lunghezza, con 150 pagine in meno il libro sarebbe risultato più leggero e dinamico, così invece ci si perde in dettagli inutili sulla routine giornaliera dei protagonisti e sugli infiniti paragrafi di paturnie mentali che tutti e quattro si fanno tanto che ad un certo punto ho iniziato a saltare qualche pezzo per concentrarmi sui dialoghi e sull’azione. La parte suspense è minima, mi aspettavo i fuochi d’artificio ed invece si risolve tutto in un attimo, c’è una misera sparatoria e nulla di più. Randy, che tanto mi era piaciuto nei libri precedenti, in questo è odioso, è una primadonna, un bambino mai cresciuto che fa i capricci se non ha ciò che vuole ma soprattutto l’ho detestato quando rivela che Finnigan è gay senza il suo permesso. Questa per me è una cosa intollerabile, violare la privacy di una persona non merita perdono, ci vuole rispetto per gli altri e per i loro limiti e fare passare tutto ciò come un incitamento ad accettare se stessi è sbagliato. Non mi è piaciuto nemmeno come si è svolto il loro primo approccio sessuale (se così si può dire); per me è stata una violenza perpetrata da entrambi, sicuramente non un atto d’amore, una scena da Dark Romance, genere che evito come la peste. Finnigan, che non avevo apprezzato in precedenza, in questo libro ha avuto tutta la mia simpatia e comprensione mentre Randy si è dimostrato solamente ottuso, insensibile ed egoista. La coppia Ryons/Charlotte non è molto meglio, si fanno entrambi una vagonata di problemi, la tirano troppo per le lunghe e fanno fin troppo sesso. In conclusione, non ho sentito il romanticismo, di suspense ce n’è poca, di ironia ancora meno, abbonda la melodrammaticità, abbondano le paturnie mentali, le descrizioni inutili e le lungaggini, niente a che vedere con i due titoli precedenti.

UN ANGELO IMPROBABILE di BETINA KRAHN

Data pubblicazione: 1997
Titolo originale: The unlikely Angel (1996)
Serie: titolo autoconclusivo
Editore: Euroclub
Genere: romance storico
Ambientazione: Inghilterra, epoca vittoriana
Livello di sensualità: warm
Lunghezza: 368 pagine
Disponibilità: usato
Note: il libro verrà ripubblicato nella collana Introvabili dei Romanzi Mondadori ad Agosto 2018

Sinossi:
Viso d’angelo, sguardo limpido, aspetto innocente, Madeline Duncan non ha affatto l’aria della efficiente e smaliziata donna d’affari.
Non stupisce quindi che, nella vittoriana Ottocento, la sua risoluzione di trasformarsi in imprenditrice susciti un certo clamore …. destinato a trasformarsi in vero e proprio scandalo quando si scopre che l’articolo che l’intraprendente giovane intende produrre non altro che biancheria femminile completamente innovativa.
Va da sè che non si può permettere a una simile scriteriata di dilapidare così l’immensa fortuna ereditata, quindi il Tribunale decide di affiancarle quale supervisore agli investimenti il cinico, arrogante, disilluso e soprattutto refrattario lord Cole Mandeville.
Nel continuo sforzo di mostrarle l’assurdità dei suoi comportamenti, l’impassibile Cole si imbatte nella sorpresa della sua vita, trovandosi a subire l’incantesimo di una donna incapace di credere il peggio di chiunque… persino di una consumata canaglia come lui.

Impressioni:
Per quanto mi riguarda è il primo libro che leggo della Krahn, non l’avevo mai sentita nominare perciò non mi aspettavo molto ed è stato un bene visto che nell’insieme l’ho trovato mediocre. Tutta la prima parte mi è piaciuta, la narrazione era scorrevole, l’autrice dimostra ottime capacità narrative, a tratti è poetica ed evocativa, la storia è diversa da tutte quelle che avevo letto con una protagonista femminile in qualche modo femminista e convinta riformatrice che eredita un sacco di soldi e decide di aprire una fabbrica per produce indumenti intimi femminili che non costringano le donne a rovinarsi la salute a causa dei corsetti. La sua idea di lavoro è reazionaria per l’epoca storica, si interessa al benessere dei suoi dipendenti e delle loro famiglie, vuole garantire loro un ambiente lavorativo sano, vuole la loro attiva partecipazione nell’attività, è un’idealista, fin troppo credulona ed innocente e soprattutto priva di esperienza e buonsenso però il suo credere negli esseri umani trasmette speranza. Purtroppo è circondata da una massa di avvocati maschilisti e retrogradi che vogliono tarparle le ali così viene affiancata da un vero e proprio cinico che dovrebbe vigilare sulla sua capacità imprenditoriale e sui suoi beni di modo che non vengano inutilmente dilapidati. Come dicevo fino a metà libro è tutto veramente avvincente, a tratti divertente e romantico poi la svolta, Madeline incappa in una serie di inconvenienti e in un po’ di sfortuna, perde la sua positività, di punto in bianco rinnega tutte le sue convinzioni, molla tutto scappando a gambe levate come una codarda e da lì in poi mi si trasforma nella solita damigella patetica con le lacrime in tasca che si fa raggirare dall’antagonista e che ha bisogno dell’eroe (il cinico che tanto cinico non è) per essere salvata. Insomma, le solite dinamiche lette e rilette decine di volte, i soliti fatti scontati, infiniti melodrammi, zero ironia e tanta noia. Un voltafaccia inconcepibile e irrealistico che ha il solo pregio di rovinare una lettura che fino a quel punto era stata veramente buona. E’ stata un’impresa portarlo a termine.

 

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