Mag 07 2017

Virginia Dellamore: romance storico di qualità in self

Il post di oggi lo voglio dedicare a Virginia Dellamore che con i suoi bellissimi romance storici, genere che amo, risolleva un po’ il livello, fin troppo spesso mediocre per non dire di peggio, del self publishing italiano. Complimenti Virginia e continua così.
UN MASCALZONE SENZA PARI
Data pubblicazione: 22 Aprile 2017
Editore: autopubblicazione
Genere: romance storico
Serie: titolo autoconclusivo
Ambientazione: Londra, Inghilterra, 1812 (periodo regency)
Livello di sensualità: sottile
Lunghezza: 374 pagine
Prezzo: ebook € 0,99 cartaceo € 12,99
Sinossi:
Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi preferirebbe la prigione. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione.
La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante. Lancelot dà per scontato che la giovane, rozza e tutt’altro che bella ereditiera, abbagliata dall’idea di diventare duchessa, accetterà di buon grado la sua ben poco romantica proposta, più simile a un accordo d’affari che a una dichiarazione d’amore.
Ma ha fatto male i suoi conti: Mary Daniell, pur essendo effettivamente maldestra e senza alcun fascino, si rivela un osso più duro del previsto. Del tutto disinteressata al suo titolo e dotata di pochi peli sulla lingua, lo respinge con ironico disprezzo.
Cosa può succedere quando un mascalzone disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole, decide di sposare a ogni costo una donna che gli resiste?
E se la donna senza fascino si rivelasse, in definitiva, pericolosamente attraente?
Una storia romantica e passionale, all’insegna di vivaci schermaglie, apparente indifferenza e devastante gelosia, feste danzanti, fughe, inseguimenti e altre fughe, ma non priva di momenti toccanti.
Un romanzo che racconta di un matrimonio di convenienza destinato a diventare un matrimonio d’amore, e di due trasformazioni: quella di una ragazzina in una donna e, parafrasando Shakespeare, quella di una bestia in un uomo. 

Impressioni:
Libro molto carino come tutti i precedenti di Virginia Dellamore. L’argomento trattato e cioè il bellissimo duca libertino senza più una ghinea che sposa una giovane “borghese” ricchissima e bruttina è tra quelli che preferisco soprattutto quando la ragazza ha un bel carattere tosto e non si fa abbindolare. Qui fila tutto liscio, a parte qualche errore grammaticale, i dialoghi sono frizzanti e mai scontati ma ciò che ho trovato più coinvolgente è il percorso di crescita che fa Lancelot, da filibustiere scanzonato, ubriacone, giocatore d’azzardo, puttaniere e incurante di chi travolge nella ricerca del suo personale tornaconto a uomo preda di sentimenti sconosciuti ed inquietanti, che lo fanno anche un po’ arrabbiare. Mary è convincente fino ad un certo punto, poi si fa prendere un po’ troppo dallo sconforto e sconfina nel melodrammatico. Ciò che meno ho apprezzato sono i troppi fraintendimenti ma quello è solo il mio gusto personale. Belli anche i personaggi di contorno compreso il valletto tuttofare di Lancelot che mi ha ricordato il Grillo Parlante di Pinocchio. Non manca l’ironia per me fondamentale in qualsiasi libro che leggo. Un po’ alla volta la Dellamore sta diventando una delle mie autrici preferite nel romance storico.
UN LORD DA CONQUISTARE
Data pubblicazione: Gennaio 2017
Serie: titolo autoconclusivo
Editore: autopubblicazione
Genere: romance storico
Ambientazione: Londra, 1814
Livello di sensualità: sottile
Lunghezza: 364 pagine
Prezzo: ebook € 0,99 cartaceo € 12,99
Sinossi:
Londra, 1814. Althea Hope è tutto fuorché un’eroina romantica: ha quasi trent’anni, porta gli occhiali, e il suo guardaroba non contiene un solo abito che non sia terribilmente fuori moda. In più, ricopre la classica professione delle zitelle senza speranza: fa l’istitutrice e la chaperon di una ragazza alla sua prima Stagione. Il suo compito è quello di accompagnare la ricchissima e bellissima Greta agli eventi mondani, tenendola sotto controllo ma rimanendo sullo sfondo come una severa tappezzeria.
Anche Lord William Warwick non è il protagonista perfetto di una storia d’amore: è misogino e scontroso, e i modi villani che sfoggia anche nei migliori salotti gli vengono perdonati soltanto perché è più ricco di Creso. È giunto a Londra per cercare moglie: perfino lui, che preferisce concedersi dei rapporti fugaci e considera con orrore la sola idea del matrimonio, si rende conto che a trentacinque anni è venuto il momento di dare un erede legittimo al casato.
Di sicuro, William non è l’uomo ideale di Althea.
Di sicuro Althea non è la donna ideale di William.
Eppure, loro malgrado, finiscono con l’incontrarsi fin troppo spesso e chissà che quelle apparenti scintille d’odio e ripicca non celino ben altri tipi di fiamme…
La storia di un amore imprevisto che tenta vanamente di lottare contro se stesso, fra battibecchi serrati e baci rubati, balli vorticosi e inseguimenti in carrozza, finti corteggiamenti e vere passioni, nel cuore della Londra gaudente del periodo Regency. 
Impressioni:
Si fa presto a dare un giudizio a questo libro: è semplicemente delizioso. La narrazione è fluida, mai noiosa o scontata, i dialoghi sono frizzanti e coinvolgenti, l’approfondimento non si dilunga in dissertazioni inutili ma va dritto a ciò che il lettore desidera, anche inconsciamente, sapere dei personaggi che animano questa bellissima storia e i protagonisti sono perfettamente delineati. Si ride e si sogna leggendo le vicissitudini di Althea e William, lei una dama di compagnia/zitella, non bellissima ma dall’intelligenza acuta oltre che, nel profondo di sé, inguaribile romantica. Warwick è un uomo sicuro di sé e del suo posto nel mondo, non ama i giri di parole e i salamelecchi dell’aristocrazia, è ambito dalle fanciulle in cerca di marito e dalle loro madri ma allo stesso tempo temuto per la sua lingua affilata che non lascia scampo. Solo che la sua strada incrocia quella di Althea che non è alla ricerca di un marito, che non intende farsi mettere i piedi in testa da nessuno e che gli dà una bella lavata di capo. Da lì in poi il marchese è praticamente spacciato, nessuna donna lo ha mai trattato così, nessuna gli ha mai fatto provare quelle sensazioni strane e sconosciute, lui non sa cosa sia l’amore, non ha mai amato veramente nessuno, la libertà è tutto ciò che conta però Althea ha quel qualcosa che gli fa girare la testa e lo fa trasformare in un bestione geloso peccato per quello stupido orgoglio che gli impedisce di rivelare ciò che prova. Lei ha lo stesso problema, entrambi hanno paura di mettersi in gioco e di perdere tutto perciò la strada per la felicità reciproca è irta di ostacoli da loro stessi creati. Splendida l’aggiunta nella storia di Beau Brummell che fa da Cupido alla coppia e anche tutti gli altri personaggi secondari che animano le vicende narrate sono così ben caratterizzati che sembra quasi di vederli. Insomma, a parte magari la mancanza di qualche interludio leggermente pepato fra Althea e William, per tutto il resto il libro è praticamente perfetto.  
UNA STRAVAGANTE RAGAZZA PERBENE
una-stravagante (Custom)Data pubblicazione: 6 novembre 2015
Editore: autopubblicazione
Serie: titolo autoconclusivo
Genere: romance storico
Ambientazione: Inghilterra, periodo regency
Livello sensualità: sottile
Prezzo: € 0,99 cartaceo € 12,99
Lunghezza: 309 pagine
Sinossi:
Londra, età della Reggenza. Annis è una ragazza simpatica ed eccentrica, che vive in un verdeggiante paesino del Sussex. Il suo più grande desiderio è viaggiare e vivere avventure straordinarie, come i protagonisti dei romanzi che legge avidamente. Quando è invitata a trascorrere due mesi a Londra per la Stagione, accetta con entusiasmo: non certo per trovare marito, ma per conoscere il mondo e divertirsi.
A Londra incontra Guiscard, bellissimo, insolente, senza regole, anche lui tutt’altro che favorevole al matrimonio. Chi meglio di un affascinante scapestrato che conosce i luoghi più spassosi della città può farle trascorrere una Stagione indimenticabile? Quale amicizia è più sicura di quella fra due persone che hanno messo subito in chiaro di non piacersi?
Eppure, talvolta, alla sprovvista, il cuore ci mette lo zampino, insinuando l’amore in chi non si riteneva capace di provarlo…
Sullo sfondo di una Londra frivola e mondana, con una rosa di accattivanti personaggi secondari, un romanzo leggero, vivace, condito di pungente ironia. Una storia per chi ama il romanticismo, i dialoghi scoppiettanti, una girandola di eventi capaci di scatenare il sorriso, e l’immancabile lieto fine.
Impressioni:
Una stravagante ragazza perbene è un libro leggero, frizzante, a tratti divertente, scorrevole, forse qualche volta un po’ troppo sopra le righe ma è stato un vero piacere leggerlo. Guy, il protagonista maschile, è bello come un arcangelo, è un duca ricchissimo, è scanzonato, irriverente, menefreghista nei confronti del Ton e delle sue regole, cinico e libertino oltre che totalmente contrario al matrimonio. È assolutamente consapevole dei suoi difetti che coltiva infischiandosene allegramente di tutti quelli che lo circondano e che lo disapprovano a cominciare dalla servitù. Annis è una ragazza anticonvenzionale, non è bella e non se ne cura, non è posata ed educata come una lady e non le importa, non le interessa cosa fanno o dicono gli altri l’importante è vivere la più grande avventura della sua vita prima di ritornare al paesino e alla sua famiglia che tira avanti come può con il poco che ha. Il loro primo incontro è di quelli con il botto e via via la loro diventa una bella amicizia, una sorta di complicità contro il bigottismo dell’alta società. Annis tiene nascosto in tutti i modi ciò che prova per Guy per non essere scaricata come tutte le donne giovani e vecchie che gli muoiono dietro mentre Guy si sente strano a causa delle sensazioni sconosciute che la ragazza gli provoca. A tratti il libro è favoleggiante come ad esempio il salvataggio di Annis da parte di Guy quando viene spinta dentro una fontana da una rivale gelosa oppure le scarpette tempestate di diamanti che lui le regala e che fanno tanto Cenerentola. Ottimo il doppio punto di vista degli eventi che non appesantisce per nulla la storia che comunque, resa un po’ più snella diminuendo i forse troppi dialoghi e botta e risposta, ci avrebbe guadagnato. Ho sentito però la mancanza di qualche bella scena d’amore, di un po’ di pepe, non dico sesso sfrenato ma qualcosina di piccante non avrebbe guastato. Per il resto promosso su tutta la linea.
NON POSSO ESISTERE SENZA DI TE
letture luglio 2016 seconda 2 (Custom)Data pubblicazione: 4 luglio 2016
Serie: titolo autoconclusivo (sperando in un seguito su Max)
Editore: autopubblicazione
Genere: romance storico
Ambientazione: Inghilterra, Francia, Italia, 1814
Sensualità: sottile
Lunghezza: 260 pagine
Prezzo: ebook € 0,99 cartaceo € 12,99
Sinossi:
Inghilterra, 1814. È una gelida notte di novembre, nel Northumberland, quando Ophelia Northon, sedici anni, lunghi capelli rossi, un’aria da folletto e un’anima romantica, sgattaiola fuori dalla sua camera in segreto. Il batticuore del primo amore la accompagna mentre raggiunge Joshua, il ragazzo dei suoi sogni, in procinto di partire per un paese lontano. Intende fargli un giuramento, assicurargli che lo aspetterà fino al suo ritorno, e donargli se stessa come pegno della propria promessa.
Purtroppo non arriva a destinazione: lungo la strada, un incidente imprevisto infrange ogni suo sogno, trasformando le speranze in chimere. Per giunta, il responsabile della sciagura che si abbatte sulla sua vita è qualcuno che lei già detesta: Lord Philip Percy, nipote ed erede del conte di Alnwick, un ragazzo arrogante, superbo e scontroso.
A distanza di otto anni da quella tragica notte, Ophelia è una giovane donna disillusa che vive isolata in un remoto villaggio scozzese. Non ha mai smesso di pensare a ciò che è accaduto, immaginando la vita desiderata insieme a Joshua e detestando Philip con tutta l’anima.
Ma cosa accade se il destino decide di rimescolare le carte?
Inaspettatamente, in forza di una strana disposizione testamentaria, Ophelia deve tornare in Inghilterra. Ad Alnwick si ritrova ad affrontare i fantasmi del passato: incontra di nuovo Joshua, appena rientrato dall’America, e Philip, ormai diventato conte, sempre più sprezzante e perfino più detestabile di quando era ragazzo. Riuscirà, Ophelia, a colmare il tempo perduto, recuperando i propri sogni, nonostante le profonde ferite impresse nella sua anima e nel suo corpo?
E se, nel frattempo, i sogni fossero cambiati? Se l’amore, quello vero, avesse altri progetti per il cuore?
Un romanzo sul valore delle prime impressioni, sul senso di colpa, il perdono e il riscatto. La storia di una passione fortissima e di un sentimento assoluto che travalica il tempo e l’apparenza.
Impressioni:
Veramente un bel libro, mi ha fatto emozionare, anche commuovere e mi ha completamente coinvolta. La storia è ben scritta e grazie al doppio punto di vista riusciamo a conoscere bene entrambi i protagonisti. Caratterialmente Ophelia è un ciclone, così piena di dignità e orgoglio, così arguta e diretta nelle sue esternazioni, senza svenevolezze da lady, una donna forte e indipendente, qualche volta impetuosa ma nel complesso sensazionale. Philip è all’apparenza perfido ma nasconde un animo passionale, è lui quello che dei due ama di più, quello che ha perso la testa per il suo folletto. Non so, forse scrivo una stupidaggine, ma nella parte iniziale, quando sono entrambi poco più che adolescenti, lei mi ha ricordato Candy Candy e lui Terence mentre successivamente ho trovato delle piccole analogie con “Magia di un amore” di Lisa Kleypas (le cicatrici di lei, l’irruenza di lui, il desiderio di vendetta e rivalsa…). Comunque è bello che finalmente ci sia un libro dove, volendo rifarsi a “la Bella e la bestia”, sia lei quella con il viso da nascondere. Faccio i miei complimenti all’autrice per una storia che ricorderò a lungo, l’unica cosa che mi sento di dire è che, amando anche qualche scena un po’ piccante, le consiglio di osare un po’ di più in questo senso. Consigliatissimo.
LADY OPALINE
un-tuffo-1 (Custom)Data pubblicazione: 16 giugno 2015
Editore: autopubblicazione
Serie: titolo autoconclusivo
Genere: romance storico
Ambientazione: Inghilterra, metà ‘800
Livello di sensualità: sottile
Lunghezza: 256 pagine
Prezzo: ebook € 0,99 cartaceo € 12,99

Sinossi:
Inghilterra, ‘800. Opaline è una lady molto particolare: aristocratica, bella come il sole, con due splendidi occhi color fiordaliso, potrebbe ambire a sposare un duca. Ma a lei non importa nulla dei salotti mondani o di sfoggiare vestiti e sorrisi a Londra durante la Stagione; il suo desiderio più grande è vivere in campagna, tra il cielo e l’erba, a contatto con la natura, gli animali, e il ricordo della sua idilliaca infanzia. Un’infanzia finita con la morte del padre, la cui assenza ha lasciato un vuoto incolmabile nel suo cuore. Opaline è cresciuta così: insofferente alle regole, più brava ad arrampicarsi sugli alberi che a servire il tè, danzare il minuetto o lanciare sguardi languidi da dietro un ventaglio. A diciotto anni appena compiuti, Opaline è schietta, genuina, generosa e solare. Innamorata di un amico d’infanzia, il dolcissimo Edward, non osa rivelargli i propri sentimenti e si limita ad ammirarlo da lontano. Intanto, di notte, si reca nei boschi per distruggere le trappole dei bracconieri, cura gattini e colombi feriti, legge romanzi d’avventura e cavalca senza sella, provocando nella madre ben più di un sussulto d’angoscia al pensiero che la sua unica figlia femmina sia una tale scapestrata.
Quando Alexander Knight giunge nel Leicestershire dalla lontana America, Opaline si ripropone di detestarlo. Lui è l’antitesi di Edward: tanto quest’ultimo incarna l’idea fiabesca del principe azzurro, quanto Alexander è il perfetto prototipo del mascalzone. Sfacciatamente ricco e arrogante, Mr. Knight si contrappone ai damerini inglesi, è maleducato e materiale, passionale e cinico, e cela un drammatico segreto che risale al suo passato.
L’incontro fra i due si traduce ben presto in uno scontro di volontà saturo di scintille. Lui è attratto da questa insolita giovane donna che pare del tutto inconsapevole della propria bellezza, e lei è inquietata da un uomo così deciso e scandaloso che sembra nascondere l’inferno in fondo agli occhi. Ma l’amore arriva dove la ragione si arrende. Durante una sfolgorante primavera, tra balli, concerti, pic-nic all’aperto, incontri al chiaro di luna e viaggi rocamboleschi, Alexander e Opaline si avvicineranno più di quanto avessero mai immaginato, scoprendo cose impensabili l’uno dell’altra: che anche l’uomo dai modi più spietati nasconde un’anima, e basta una tenera scintilla a scatenare un incendio; che una donna innamorata è capace di uno straordinario coraggio; che la patria non è un luogo terreno ma il posto dove abita il cuore, e che un perdono sincero può dare più soddisfazione di un’atavica vendetta. Un romance storico dolce e sensuale, con due protagonisti caparbi e un microcosmo di personaggi secondari, sullo sfondo della verdeggiante campagna inglese, della Scozia, e del tempestoso Oceano Atlantico.

Impressioni:
Ho preso questo libro su consiglio di un’amica e nel complesso l’ho apprezzato anche se non mi ha fatto impazzire. In primo luogo non mi ha convinto la narrazione da entrambi i punti di vista nel senso che i fatti vengono prima raccontati da uno dei protagonisti e nel capitolo successivo le stesse cose vengono raccontate dall’altro. Ho trovato che questo metodo rallentasse ed appesantisse la storia oltre ad essere un po’ noioso. Mi piace che ci sia un’alternanza tra lui e lei ma non dei medesimi fatti. Poi non amo i troppi fraintendimenti, mi irritano perchè io sono per l’affrontare tutto subito e le cose tirate per le lunghe, nella vita come nei libri, mi innervosiscono. Per una volta vorrei che la protagonista, quando trova il marito in una posizione a prima vista compromettente con un’altra donna, invece di restare nascosta e soffrire, prendesse a calci lui e a schiaffi lei oppure quando legge delle lettere con rivelazioni poco lusinghiere nei suoi confronti, invece di tenere tutto nascosto e deprimersi prendesse in mano un attizzatoio e glielo spaccasse in testa. Non mi piace nemmeno che ci sia una differenza d’età importante tra i due protagonisti (18 lei 32 lui) come non mi piace che lui sfoghi i suoi bisogni sessuali con altre donne perchè quella di cui è innamorato è una lady, è pura e non può sicuramente farle fare un capitombolo in qualche fienile. Questi sono, per quanto mi riguarda e a mio gusto personale, i punti negativi di questo libro, per il resto la storia si fa leggere, è scorrevole e, a parte qualche piccolo refuso, è anche grammaticalmente corretta. Con un po’ più di esperienza sono sicura che le prossime prove, che leggerò sicuramente, risulteranno migliori. Per quanto riguarda le accuse di plagio, personalmente ho trovato che la storia sia simile a molte altre che ho letto così come i protagonisti ma, con tutti i romance storici che ci sono in circolazione, è difficile trovare qualcosa di assolutamente e totalmente nuovo, è più facile che qualcuno abbia già avuto la stessa idea in precedenza e chi scrive nemmeno lo sa pertanto l’accusa di plagio è assurda. E poi stiamo parlando di una autopubblicazione, se anche ci sono delle similitudini con un libro scritto svariati anni fa dalla McNaught che importanza ha, il modo di scrivere è completamente diverso, la McNaught ha più esperienza mentre questa autrice, checchè se ne dica, è alle prime armi nonostante se la sia cavata bene. Insomma, viva le nuove autrici, viva le autopubblicazioni e viva i prezzi accessibili, anche questo conta.
P.S.: in molte hanno criticato a mio avviso troppo severamente questo libro attaccando delle imprecisioni dal punto di vista della correttezza storica e corportamentale dell’epoca; personalmente non mi sono soffermata su questi particolari per dare un giudizio, l’ho dato sulla storia in generale che, per delle scelte assolutamente legittime da parte dell’autrice, non era propriamente nelle mie corde ma questo non toglie assolutamente che abbia apprezzato il suo lavoro e i suoi sforzi. Ho trovato comunque strano e anche sgradevole l’accanimento nei suoi confronti. 

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