Set 29 2017

Settembre 2017 Altre Recensioni Romance

È SOLO COLPA TUA DI ROBIN C.
Data pubblicazione: 26 Luglio 2017
Serie: titolo autoconclusivo
Editore: Newton Compton
Genere: romance contemporaneo
Ambientazione: New York, Stati Uniti, oggi
Livello di sensualità: estremo
Lunghezza: 378 pagine
Prezzo: ebook € 1,99 Cartaceo € 6,72
Sinossi:
Andrew Thomas Carmody è un giovane medico dall’avvenire luminoso. Futuro primario di neonatologia, è considerato una leggenda vivente all’interno del Presbyterian, l’ospedale in cui lavora. È un uomo dall’aspetto affascinante: alto, atletico, con un viso dai lineamenti virili e dai colori delicati, una vera calamita per gli occhi di ogni donna e al contempo una chimera per chiunque lo corteggi. Andrew è infatti felicemente sposato con il suo primo amore, Alexandra, ideale di grazia e bellezza femminile. La loro è una storia d’amore da favola, fino a quando il corpo scandaloso e l’esplosiva audacia della giovane Evalyn non si insinuano in quel quadro perfetto mandandolo in pezzi. Sensualità e scene di realismo straordinario, sentimenti e sensazioni accompagneranno il lettore in una dimensione nuova. Lasciarsi andare e godere di ogni singolo istante passato in compagnia dei protagonisti di questa storia incendiaria sarà l’unica via possibile.
Impressione:
Avevo letto Betrayal quando l’autrice lo aveva auto pubblicato qualche anno fa e mi era piaciuto immensamente (potete leggere il post che avevo fatto all’epoca QUI). Il finale del libro mi aveva pienamente soddisfatta, essendo una della scuola “un tradimento non si perdona mai” per quanto mi riguardava Andrew aveva avuto ciò che si meritava e Alexandra era stata spietatamente lucida nella sua sacrosanta vendetta. Il fatto che poi lei avesse ritrovato la felicità con un’altro uomo era stata la classica ciliegina sulla torta perciò, quando circa una settimana fa ho scoperto che l’autrice in questo libro pubblicato dalla Newton era andata avanti con la storia, ho provato un leggero senso di fastidio, l’ho sentito quasi un tradimento. Mi ero convinta che la pubblicazione fosse la stessa della prima stesura e non avevo controllato che le pagine erano molte di più rispetto alle 160 circa di Betrayal. Comunque ho voluto dargli una possibilità pur con molti dubbi e devo dire che, nonostante i fatti raccontati siano abbastanza scontati, l’autrice è riuscita, scavando a fondo nella psiche di Andrew e Alexandra, a sfornare una storia convincente e soprattutto coinvolgente. Ammetto di averlo letto tutto d’un fiato, volevo a tutti i costi sapere come sarebbe andata a finire, volevo entrare dentro i pensieri di entrambi, sentire ciò che provavano, assorbire le loro emozioni così contrastanti senza dare un giudizio personale alle loro scelte, rimanendo in un certo senso neutrale per poterli capire meglio. Robin C. è riuscita a sorprendermi in modo positivo con il modo in cui è entrata dentro di loro e, anche se le situazioni sono scontate, i sentimenti sono descritti mirabilmente bene. Tanto avevo detestato Andrew in Betrayal (che è uguale alla parte iniziale di questo libro) tanto in questo l’ho in un certo senso rivalutato per il percorso che ha fatto. Ad Alexandra va comunque la mia preferenza, mi piacciono le donne che sanno come vendicarsi e l’autrice ha avuto il pregio di non trasformarla in una vittima ma di farla maturare, di renderla consapevole di volere e soprattutto meritare di più. L’unica nota negativa è il dispiacere per l’ingiusta fine di Jon (avevo un debole per lui). Assolutamente consigliato. 

TENTATI DALLA PASSIONE DI PAMELA CLARE
Data pubblicazione: 2012
Titolo originale: Surrender (2006)
Serie: MacKinnon’s Rangers Vol. 1
Editore: Euroclub
Genere: Romance storico
Ambientazione: New York, 1758
Disponibilità: usato
Sinossi:
Iain MacKinnon è un americano di origini scozzesi cresciuto insieme ai fratelli in mezzo agli indiani. Da questi ha ereditato lo spirito fiero e una perfetta conoscenza degli impervi territori del Nord America, dove inglesi e francesi combattono una logorante guerra di conquista. Delle sue qualità non tarda ad accorgersi il generale britannico Lord William Wentworth, che lo lega al proprio esercito con un ricatto: se non accetterà di servire la Corona, Iain verrà accusato di omicidio. Così l’uomo è costretto ad arruolarsi ed è proprio mentre pattuglia una foresta che salva una donna dagli indiani. Sa che, così facendo, infrangerà gli ordini, metterà a rischio la missione e in pericolo i suoi uomini. Ma quando stringe quel corpo indifeso al proprio, Iain non può far altro che arrendersi: ciò che non hanno potuto la guerra e i nemici, riuscirà a quella donna fragile e forte, innocente e sensuale, trasparente e insieme piena di misteri.
Impressioni:
Bella l’ambientazione, interessante il periodo storico (quello del film L’ultimo dei Mohicani) però poco convincente la storia nel suo insieme. Iain ha tutte le caratteristiche tipiche degli Highlander protagonisti di decine e decine di romance, è coraggioso all’inverosimile, bello e forte come un Dio, è rispettato dai suoi uomini per il suo senso della giustizia e della correttezza, è feroce ed imbattibile in battaglia, praticamente in un’occasione o in un’altra ha salvato tutti quelli del suo battaglione, è protettivo nei confronti della sua donna, geloso verso chiunque porti i pantaloni, prende lui le decisioni per entrambi e a letto è eccezionale risultando fin troppo scontato nei suoi atteggiamenti da maschio Alpha che alla fin fine hanno stancato. Lady Anne è la solita dama bisognosa di essere salvata, è fin troppo spesso irritante con la sua sbandierata verginità da preservare, l’attaccamento insensato alla corona inglese nonostante ciò che ha subito, gli idealismi religiosi per non parlare delle bugie che porta avanti all’infinito a causa della sua codardia. Invece di soffermarsi su queste sciocchezze l’autrice si sarebbe dovuta concentrare sul coraggio dei coloni che vivevano in un ambiente ostile, sulle difficoltà che dovevano affrontare, sulla ferocia della guerra sanguinosa che infuriava da anni e sulla forza di volontà che li contraddistingueva, figuriamoci se c’era tempo per delle banalità quando la cosa più importante era salvarsi la pelle. Tutte queste inutili lungaggini melodrammatiche non mi hanno convinta per niente, avrei voluto che Anne mostrasse un po’ di dignità e non ridursi al solito coniglietto spaventato con gli uomini cattivi che le vogliono fare del male e il bell’Highlander pronto a salvarla. L’antagonista principale, Lord William, mi è sembrato un personaggio piuttosto opaco e non particolarmente cattivo, lo zio pervertito di Anne è forte solo perchè abituato a confrontarsi con delle gallinelle spaventate che, anche con un coltello in mano, sono incapaci di mostrare un minimo di ribellione, sinceramente mi annoiano queste situazioni e che dire delle battaglie alle quali vengono dedicate fin troppe, soporifere pagine. Sinceramente, avendo amato il film che ho citato all’inizio, mi aspettavo molto di più.
LE MALIZIE DI UN DUCA DI LAURA LEE GUHRKE
Data pubblicazione: Novembre 2010
Titolo originale: The Wicked Ways of a Duke (2007)
Serie Girl Bachelors Vol. 2
Collana: I Romanzi Mondadori Classic n° 934
Genere: romance storico
Ambientazione: Inghilterra, Londra, 1894 (epoca vittoriana)
Livello di sensualità: warm
Disponibilità: usato
Premi e riconoscimenti della critica: Premio Reviewer’s Choice Award di Romantic Times nel 2008 come Miglior Romanzo Storico ambientato nelle Isole Britanniche (Best British Isles Historical Romance)
Sinossi:
Prudence Bosworth conduce una vita modesta ma dignitosa, lavora come sarta e interviene ai balli dell’alta società solo per realizzare i piccoli rammendi dell’ultimo momento. È durante una di queste serate che incontra Rhys de Winter, l’affascinante duca di St Cyres, l’uomo più bello che abbia mai visto: l’uomo dei suoi sogni. Ma irraggiungibile per una ragazza come lei. Tutto però cambia quando Prudence, alla morte di quel padre che non ha mai conosciuto, si ritrova unica erede di un’immensa fortuna. E la corte che Rhys comincia a riservarle sembra solo una coincidenza…
Impressioni:
Romanzo carino, ben scritto, scorrevole, coinvolgente e perfetto per le romantiche croniche (cosa che io non sono purtroppo). Prudence è una donna non più giovane (secondo i canoni dell’epoca) che fa la cucitrice, è illegittima, paffuta, vive con le amiche in un pensionato e viene fin troppo spesso umiliata dalle varie lady dell’alta società però riesce a vedere ugualmente il mondo attraverso le lenti rosa, trova sempre del buono anche nelle situazioni o nelle persone che non lo sono, è ingenua, ha poco carattere, è credulona ed inguaribilmente romantica. Rhys è un duca debosciato, con una reputazione pessima, pieno di debiti e costretto a sposare un’ereditiera per salvare il salvabile. Incontra Prudence ad un ballo mentre lei viene bullizzata da una sciocca debuttante mentre le sta rammendando l’abito ed è subito attratto dalla figura formosa della ragazza, dal profumo dei suoi capelli e dalla sua pelle perfetta. Prudence cade praticamente ai suoi piedi, lo considera un eroe perchè salva una serva dalle indesiderate attenzioni di un nobile (senza sapere che poi lui se la porta a letto come ricompensa), la sua bellezza è accecante, lo vede come un essere perfetto ed irraggiungibile. Quando ad un certo punto eredita le ricchezze del padre mai conosciuto e che ha abbandonato la madre senza sposarla, eredità legata al fatto che si deve sposare entro un anno, Prudence rimane abbagliata da tutto ciò che può avere e non ha mai avuto, si lascia circondare da parenti che fino a quel momento l’hanno ignorata senza prendere in mano direttamente i suoi affari e cede alla corte di Rhys che le lascia credere di amarla alla follia ma lei è così romantica ed ingenua che si beve tutte le fandonie fino all’ultima goccia. Il risveglio è traumatico, lo scoprire che Rhys mirava fin da principio ai suoi soldi le toglie l’innocenza e la rende diffidente oltre che incapace di capire (ancora) quando lui le dice la verità affermando di amarla. Ovviamente il lieto fine è assicurato però dei due è Rhys quello che più mi ha catturata nonostante la sua indolenza, la sua mancanza di moralità, con il non credere ai buoni sentimenti a causa di fatti di una gravità inaudita accaduti quando era poco più che bambino. A Prudence rimprovero la mancanza di sensibilità nei suoi confronti non solo per il fatto di non avere capito che il suo improvviso fascino è dovuto ai milioni che ha ereditato ma soprattutto nel non avere capito l’io più profondo e nascosto di Rhys, di essersi fermata all’apparenza legata al bell’aspetto, al titolo e ai modi impeccabili, insomma l’ho trovata leggera e spesso sciocca. Troppo irrealistico che lei decida di rinunciare alla sua eredità a causa di una delusione d’amore, è impossibile che una persona non sviluppi un certo sano cinismo in certi frangenti anche se questi sviluppi piaceranno sicuramente alle più romantiche e idealiste.
DOLCE INGANNO DI SABRINA JEFFRIES
Data pubblicazione: Febbraio 2015
Titolo originale: A dangerous love (2000)
Serie: Zitelle Swanlea – Vol. 1
Collana: I Romanzi Mondadori Oro
Genere: romance storico
Ambientazione: Inghilterra (periodo regency)
Livello di sensualità: warm
Prezzo: ebook € 3,99
Lunghezza: 237 pagine
Sinossi:
Il conte di Swanlea vuole trovare un buon partito per le sue figlie e stringe un patto con Griffith Knighton: dimostrerà la legittimità dei suoi natali se lui sposerà una delle ragazze. Ma Griffith mette in scena una personale commedia degli equivoci. Ospite dei Swanlea, per recuperare indisturbato i preziosi documenti senza essere costretto al matrimonio, scambia la propria identità con quella dell’amico che lo accompagna. Non ha però fatto i conti con lady Rosalind…
Impressioni:
Storia nel complesso poco convincente, in primo luogo Rosalind, la figlia di mezzo, è fin troppo tosta, a me piacciono le donne di carattere nel romance ma non quelle invadenti, impiccione, che tormentano in tutti i modi una persona perchè riveli il suo passato per poi giudicare dall’alto della loro presunta perfezione. L’ho trovata incredibilmente antipatica e ho trovato poco realistico che la figlia di un conte voglia fare l’attrice, sarò abituata bene con le lady della Balogh ma mi sembra una situazione completamente irreale. Griffith invece è un bel personaggio maschile, ha tutto il diritto di vendicarsi del padre di Rosalind altro che sentirsi in colpa perchè ha fatto fortuna con il contrabbando e doversi scusare se il suo obiettivo è quello di espandere i suoi affari. Mi è sembrato che i due fossero uniti solamente da una forte attrazione fisica visto che sono in disaccordo su tutto il resto (per colpa di Rosalind che, tra le altre cose, è anche ottusa). Nella parte finale si sconfina nel melodrammatico quando la ragazza scopre quello che il padre ha fatto a Griffith ma ugualmente ritiene che l’uomo non debba prendersi ciò che è suo di diritto e si debba accontentare di un riconoscimento blando così da non ferire il padre morente. Ero a dir poco allibita, Rosalind considera Griffith un uomo senza cuore perchè rivuole il titolo che gli è stato rubato alla nascita, perchè secondo lei sta agendo nel modo sbagliato con il futuro suocero, perchè a parer suo vuole solo accumulare ricchezze e bla bla bla e per tutti questi motivi scappa per andare a Londra e fare l’attrice. L’ho mollato senza finirlo perchè ne avevo fin sopra i capelli di leggere così tante sciocchezze.
MALIZIA E SENTIMENTO DI JANE FEATHER
Data pubblicazione: 2000 / 2008
Titolo originale: The accidental bride (1991)
Serie: Bride Trilogy – Vol. 2
Collana: I Romanzi Mondadori Oro / Oro Super
Genere: romance storico
Ambientazione: Oxford, Inghilterra, 1646
Livello di sensualità: warm
Prezzo: i tre titoli della serie sono disponibili nell’antologia “L’amore all’improvviso” a € 6,99
Titoli della serie:
1) La donna del nemico
2) Malizia e sentimento
3) Il cuore non sbaglia
Sinossi:
Quando Phoebe si sposa per convenienza con Cato, marchese di Granville e vedovo della sorella maggiore, per lui prova solo indifferenza. Ma un giorno scopre nel marito un uomo dal fascino misterioso che la attrae irresistibilmente, e se ne ritrova all’improvviso innamorata. Sapendo di non essere una donna seducente, Phoebe si prodiga allora per risvegliare la sua attenzione e conquistarlo…
Impressioni:
In primo luogo la sinossi è sbagliata, Phoebe non prova indifferenza per Cato quando si sposano, ne è attratta da molto tempo solo che lui la ignora ed allora la ragazza prova nei suoi confronti un certo rancore. Viene obbligata a sposarlo dal padre senza che sia chiesto il suo parere e Cato la impalma solamente perchè è la sorella della moglie precedente ed era una consuetudine dell’epoca (che non conoscevo) quella di sposare la cognata nubile così da tenersi la dote, ha bisogno di un erede maschio e, visto che è rimasto vedevo già tre volte (questo è il quarto matrimonio), è stanco di tutta la trafila legata al corteggiamento ecc. Le precedenti spose non hanno mai manifestato attrazione per il lato fisico del matrimonio così Cato, pensando che per Phoebe sia lo stesso, svolge il suo compito velocemente andando dritto al punto, tanto lo scopo è avere un figlio maschio che erediti i suoi averi altrimenti andrà tutto al figlio della prima moglie che ha adottato (ovviamente un essere malvagio e traditore). Phoebe non è soddisfatta del letto coniugale e vorrebbe essere apprezzata dal marito così, per vendicarsi della sua indifferenza, con l’aiuto di una guaritrice, ricorre a dei rimedi per non procreare convinta che, se dovesse dargli un figlio maschio in tempi brevi, lui poi non si curerebbe più di lei (detesto quando si ricorre alle bugie e agli stratagemmi meschini in un romance, mi fanno andare in totale antipatia chi li elabora). Arrivata a questo punto ho abbandonato il libro anche perchè Phoebe è, tra le altre cose, irritante con la sua goffaggine, con la sua sciatteria, con il suo inutile lamentarsi del sovrappeso, ha un atteggiamento contraddittorio ed incomprensibile e nel complesso la storia mi annoiava a morte.
IL BIKER DI J.R. WARD
Data pubblicazione: Agosto 2017
Titolo originale: A man in a million (2007)
Serie The Moorehouse Legacy Vol. 4
Collana Harmony Romance n° 186
Genere: romance contemporaneo
Ambientazione: Stati Uniti, oggi
Sensualità: warm
Lunghezza: 204 pagine
Prezzo: ebook € 4,99
Trama:
Con un passato tutto da cancellare, Spike Moriarty non può essere considerato l’uomo che tutte le donne desiderano e lui stesso ne è pienamente consapevole. Biker per passione e chef per professione, quando incontra la ricca, atletica e affascinate Madeline Maguire, amica di un suo amico, l’ultima cosa che si aspetta è che lei gli chieda di aiutarla. Per lui quella donna è la perfezione assoluta, un pianeta appartenente a un’altra galassia, in grado di confonderlo come nessun altro. Ma è anche materia altamente rischiosa da maneggiare.
Durante una riunione di famiglia in occasione del Memorial Day, Mad deve confrontarsi col fratellastro per dei delicati affari che hanno in comune e ha bisogno di qualcuno al proprio fianco, una persona che le garantisca sostegno e sicurezza. Spike la affascina, col suo sguardo intenso e i suoi tatuaggi in bella vista. Il suo sesto senso le dice che sarebbe meglio tenerlo a distanza, ma resistere a certe emozioni è impossibile, e con somma sorpresa di Mad, anche Spike sembra d’accordo con lei.
Impressioni:
Il libro inizia bene, Mad è una velista, una sportiva alta più di un metro e ottanta e muscolosa, dà l’idea di essere tosta ma allo stesso tempo è intimidita dagli uomini visto che quelli della sua famiglia, fin da piccola, hanno minato con commenti sarcastici le sue sicurezze. Spike è il classico maschio J.R. Ward, scontroso, ombroso, con l’aspetto da cattivo ragazzo, un po’ di scheletri nell’armadio e tanto sexy. Peccato che da un certo punto in poi la storia sia diventata irritante a causa dei due protagonisti totalmente incapaci di interagire tra di loro. In pratica ogni volta che si parlano se uno dei due dice una cosa un filino sbagliata l’altro se la prende e se ne va, i chiarimenti sono completamente assenti e questo genera continue e stupide incomprensioni, così, da personaggi affascinanti, Mad e Spike diventano due musoni permalosi. Io poi detesto le bugie anche per omissione e qui è l’apoteosi del non detto contornato da sensi di colpa, insicurezze, rancori e via di seguito. Ammetto che è stata una sofferenza finirlo.  

 

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