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Ago 12 2017

Recensioni Romance Di Metà Agosto 2017

IL COLLEZIONISTA DI NORA ROBERTS
Data pubblicazione: Aprile 2017
Titolo originale: The Collector (2014)
Serie: titolo auto conclusivo
Editore: Fanucci Editore
Genere: romantic suspense
Livello di sensualità: warm
Ambientazione: Stati Uniti + Italia, oggi
Lunghezza: 426 pagine
Prezzo: ebook € 4,99 cartaceo € 12,67
Sinossi:
l lavoro di Lila Emerson consiste nel badare alle case altrui in assenza dei proprietari. Un’occupazione all’apparenza semplice e senza particolari implicazioni. Questo almeno è quello che ha sempre pensato fino al giorno in cui, guardando fuori dalla finestra, assiste a un omicidio: una giovane donna precipita nel vuoto, da un appartamento in cui verrà poi trovato il cadavere di un uomo, Oliver Archer. Le prove fanno da subito supporre che si tratti di un caso di omicidio-suicidio, ma Ashton Archer, fratello dell’uomo e noto pittore, è convinto dell’innocenza di Oliver, incapace, a suo dire, di commettere una tale atrocità. La sola persona che può aiutarlo nella ricerca della verità è Lila, unica testimone oculare, ma quello che nasce tra i due è qualcosa che va oltre una complicità investigativa. I loro destini si ritrovano così indissolubilmente legati in un gioco più pericoloso di quanto immaginassero, dove le dinamiche criminali s’intrecciano al traffico illegale di oggetti d’arte, in un mondo oscuro in cui la vita può valere meno di un cimelio. 

Impressioni:
Libro fin troppo leggero per essere un romantic suspense ma soprattutto poco approfondito nelle cose importanti e sì che è piuttosto lungo eppure l’autrice spende pagine su pagine per cose inutili come vestiti, scarpe, viaggi, arredamenti, cibo, quadri e quant’altro invece di concentrarsi sugli omicidi e sulla storia d’amore tra Ash e Lila. Personalmente non amo molto le storie dove viene esibita una ricchezza eccessiva mentre qui non si fa altro che parlare di ville, aerei privati, collezioni esclusive, perfino un viaggetto veloce a Firenze e alloggio in una suite megagalattica ecc. La cosa mi sa fin troppo da romanzetto Harmony anni ’80 e poi mi devono spiegare gli americani cosa intendono per parmigiana visto che io non l’ho mai vista con il pollo e la pasta (fatta in un ristorante italiano poi…). Essendo ambientato a New York forse l’autrice ha voluto dargli un’impronta un po’ Sex and the City con tutto questo parlare di Prada, Manolo Blahnik ecc. ma sinceramente l’ho trovato piuttosto noioso. La coppia secondaria della storia formata da Julie e Luke poteva esserci risparmiata, i due sono già stati sposati da giovanissimi e, dopo poco più di una settimana che si sono rincontrati, sono belle e pronti per convolare di nuovo a nozze (e per lei sarebbe il terzo matrimonio). Non c’è il minimo approfondimento, il romanticismo è inesistente e i due sono di una piattezza unica. Per quanto riguarda Ash e Lila il discorso è più o meno simile, dal momento in cui si conoscono capiscono che finiranno a letto e poi si vedrà come procederà la storia. Non ho sentito nessun coinvolgimento emotivo, anche nelle parti puramente descrittive dei loro incontri intimi non mi è arrivato nulla. Ash è un pittore di successo, ricco di famiglia, con una vagonata di matrigne, fratelli e fratellastri (il concetto di famiglia allargata qui è ai massimi livelli), è abituato a risolvere i problemi di tutti, a prendere le decisioni, a comandare perciò con Lila fin da subito decide che lei poserà per lui, che ci andrà a letto, che la proteggerà e che poi se la sposerà…romantico vero? Lila come personaggio femminile è piuttosto irritante, è perfetta in tutto, sa riparare ogni cosa, i proprietari delle case dove svolge il suo lavoro di house sitter non sono per nulla esigenti, è sempre allegra e sorridente, fa amicizia con tutti e le persone si confidano con lei nel giro di due secondi netti, perfino gli animali dei quali si prende cura nelle case dei suoi clienti sono perfetti e così c’è il gatto super affettuoso e il mini cagnolino super educato…mi viene da chiedermi se solo io ho un cane isterico, che non mi obbedisce mai e che fa sempre ciò che vuole. Al di là di questo ha paura di impegnarsi e di mettere radici inoltre ha l’abitudine poco simpatica di agire senza ponderare i pro e i contro così si mette nei guai andandosene in giro da sola quando ha un killer alle calcagna, si dimentica di chiudere a chiave e altre amenità simili. Quando poi riceve una telefonata dall’assassina mentre sta imbiancando il bagno (eh sì, fa anche quello…) rimane più sconvolta dal fatto che subito dopo arriva il padre di Ash e lei è in condizioni pietose…mi si sono rovesciati gli occhi. Non parliamo poi dei litri di vino che tutti, indistintamente, buttano giù a qualsiasi ora, praticamente hanno sempre il bicchiere in mano, neanche in un’osteria veneta vecchio stampo arrivano a questi livelli. L’unica nota positiva di Lila è che si sa difendere da sola, sa tirare qualche gancio e stendere la cattiva (non che la famosa assassina ricercata in tutto il mondo si dimostri un gran che intelligente, diciamoci la verità). Arrivando alla parte suspense posso dire che l’ho trovata piuttosto debole, non c’è una gran tensione, Ash e Lila elaborano dei piani ridicoli per assicurare i cattivi alla giustizia, in pratica giocano a fare gli investigatori e, tenuto conto che uno è un pittore e l’altra una scrittrice di young adult, il risultato lascia a desiderare. Ash poi perde un fratello e uno zio nel giro di due giorni eppure il periodo di lutto è non dico breve, praticamente assente. In conclusione posso dire che è un libro da ombrellone, leggero e poco impegnativo, con una storia d’amore poco romantica e una parte suspense poco adrenalinica, mi aspettavo molto di più dalla Roberts soprattutto dal punto di vista narrativo. Magari sarebbe il caso che scrivesse qualche libro in meno dedicandoci un po’ più di tempo e cura.
CONTATTO ILLECITO DI PAMELA CLARE
Data pubblicazione: Agosto 2015
Titolo originale: Unlawful contact (2008)
Serie: I-Team – Vol. 3
Editore: Leggereditore
Genere: romantic suspense
Livello di sensualità: medio/alto
Ambientazione: Denver, Colorado,Stati Uniti, oggi
Lunghezza: 445 pagine
Prezzo: ebook € 4,99 cartaceo € 12,90
Titoli della serie:
1) Extreme Exposure (Rischio Letale)
1,5) Heaven Can’t Wait (Il paradiso non può attendere)
2) Hard Evidence (Obiettivo pericoloso)
3) Unlawful Contact (Contatto illecito)
4) Naked Edge
5) Breaking Point
5,5) Skin Deep (novella breve)
5,9) First Strike (novella breve)
6) Striking Distance
6,5) Soul deep (racconto breve)
7) Seduction game
7,5) Dead by midnight: An I-Team Christmas (racconto breve)
Sinossi:
Presa in ostaggio da un assassino condannato durante un reportage in prigione, Sophie Alton non può sapere che l’uomo che le punta la pistola alla testa è il “cattivo ragazzo” che fu il suo primo amore al liceo. Condannato all’ergastolo senza condizionale, Marc Hunter è costretto a fuggire dalla prigione dopo aver saputo che sua sorella minore è scomparsa con il proprio bambino. Marc è dispiaciuto di dover coinvolgere Sophie ma non può lasciarsi sfuggire l’occasione di risolvere i problemi a modo suo: fermare a tutti i costi i funzionari corrotti che hanno deciso di distruggere ciò che resta della sua famiglia. La vicinanza con Sophie, però, riaccende i ricordi di entrambi. La passione tra i due si scalda sempre più mentre qualcuno complotta per mandare entrambi nella tomba…
Impressioni:
La storia aveva delle grosse potenzialità se non fosse che, come per i libri precedenti di questa serie, l’autrice non ci abbia allietato con una figura femminile a dir poco odiosa e delle situazioni così eccessivamente melodrammatiche da far storcere il naso. Sophie è una giornalista investigativa perciò dovrebbe essere una tipa tosta, decisa, con i piedi per terra, una persona seria e in grado di portare avanti con perizia un’indagine complessa come quella che si ritrova fra le mani ed invece è una piagnona, una vigliacca, non ha idea di cosa sia la professionalità, si fa mettere sotto da chiunque, nelle situazioni di pericolo non sa fare altro che urlare e chiudere gli occhi in attesa che le sparino, è insomma a dir poco irritante. Invece di dare la sua disponibilità ad una persona in difficoltà come Marc lei piagnucola perché ha paura di violare la legge e di deludere quei modelli di perfezione dei suoi amici, perché deve mentire loro e perché non si può fidare. Ma se sono i suoi migliori amici, praticamente una famiglia acquisita come si fa a non fidarsi? Insomma, l’autrice l’ha resa una contraddizione ambulante, una figura veramente mediocre. Marc è tutto il contrario, mi è piaciuto fin da subito per il suo modo di porsi, per il suo essere così forte, concreto, mai violento, per le sue debolezze che si chiamano Megan ed Emily, per tutto ciò che di brutto ha passato, per il fatto che ha continuato ad amare la madre nonostante fosse un’alcolizzata e una drogata e perché è riuscito a mantenere la sanità mentale, a non diventare cattivo nonostante la prigione, le umiliazioni e le ferite riportate. Insomma, è lui quello che tiene alto il livello del libro, se fosse per Sophie non gli darei nemmeno una stellina. Altra cosa che mi ha coinvolta è la parte relativa alla situazione carceraria in America, a come vengono trattati quelli che hanno commesso un errore anche minimo, alla corruzione e alla violenza nella polizia e degli agenti carcerari. Sono situazioni che spesso trapelano dai vari telegiornali e ogni volta rimango sconvolta dalla mancanza di coscienza civile e di umanità di quelli che dovrebbero assicurare l’ordine ma che talvolta sono peggiori dei criminali. E’ solo per questi approfondimenti e per Marc che do la sufficienza al libro. 
ADORABILE PREDA DI ROBERTA CIUFFI
Data pubblicazione: Novembre 2016
Serie: titolo autoconclusivo
Editore: autopubblicazione
Genere: romance storico
Livello di sensualità: warm
Ambientazione: Marche, Stati della Chiesa, 1765
Lunghezza: 342 pagine
Prezzo: ebook € 0,99
Note: questo libro è stato pubblicato nel 2006 dai Romanzi Mondadori con il titolo “La preda magnifica”
Sinossi:
Un gran tumulto scuote il giorno di mercato a Rocca San Severo. Un uomo apparentemente selvaggio, alto e massiccio, semina il terrore tra la popolazione. In realtà, l’uomo è il colonnello Caio Fabrizio d’Avalos, detto Marte. Assalito dai briganti, è stato lasciato per morto nei boschi. Felicita Corbo, sorella del Marchese Bencivoglio, è l’unica a farsi avanti per soccorrerlo. La bellezza della giovane vedova non è mai stata messa in dubbio, al contrario del suo buonsenso. E quella circostanza non fa eccezione. D’impulso, Felicita fa trasportare il presunto selvaggio all’interno del castello Bencivoglio, senza immaginare che proprio quella fosse la sua destinazione. Il colonnello d’Avalos era diretto alla Rocca con propositi di vendetta. Un libertino privo di scrupoli ha sedotto e spinto al suicidio la ragazza che lui avrebbe dovuto sposare e il nome di quell’uomo è Marchese Cristoforo Bencivoglio. Il fratello di Felicita. Della bella creatura bruna che lo ha soccorso e difeso, e poi portato in salvo e fatto curare. La bella creatura che rischia di trafiggere il suo cuore più di quanto lui abbia ormai voglia di trafiggere quello di un miserabile seduttore. I Bencivoglio sono, però, una famiglia complicata e Caio potrebbe scoprire che le cose non stanno proprio come sembrano. E che il desiderio di vendetta rischia di fargli perdere una delle cose più preziose che il destino abbia messo sulla sua strada. 
Impressioni:
Questo libro di storico ha solamente la data riportata nella pagina iniziale, per il resto potrebbe essere ambientato in qualsiasi momento dal medioevo al ‘900 visto che i riferimenti storici sono praticamente inesistenti. Trovo difficile dare un giudizio generale alla storia, sinceramente non mi ha coinvolta, ho avuto l’impressione che l’autrice volesse scrivere una specie di commedia ironica, con dei protagonisti sopra le righe ma nel complesso l’ho trovata poco incisiva, i fatti che si susseguono poco approfonditi, i vari personaggi irritanti e poi non ho capito a cosa è servito quel piccolo melodramma finale, a mio avviso inutile visto che nemmeno un tentativo di violenza era stato preso sul serio per non parlare del rapimento. La protagonista, Felicita, è vanesia e capricciosa, la sua unica dote è la bellezza e la sfrutta a piene mani per raggiungere ciò che vuole, in alcune occasioni sembra voler tirare fuori un po’ di carattere, una qualche parvenza di amor proprio e di intelligenza ma è sempre un falso allarme e in definitiva ha la profondità di una pozzanghera. Non si capisce quanti anni abbia ma lo stesso si dica di ogni altro personaggio che si avvicenda nella storia inoltre si conosce davvero poco di questa donna così futile. Per alcuni fattori la si può paragonare a Rossella di “Via col vento” solo che quella era una capricciosa tosta mentre Felicita proprio no. Caio è un soldato, un mercenario, un eroe di guerra e un possidente terriero, è un uomo abituato a comandare, ha un figlio illegittimo di 14 anni che lo adora e la cosa lo mette in imbarazzo visto che non lo ricambia in egual misura. Viene aiutato da Felicita quando si trova in difficoltà a causa di una battuta subita da parte dei briganti che lo ha lasciato mezzo morto e, da quando inizia a connettere, anche lui è abbagliato dalla bellezza della donna. Oltre a lui ci sono il cognato e un dottore di campagna che le sbavano dietro ma il colonnello Caio ha la meglio sui rivali in virtù del suo indiscusso carisma, della sua fama e della sua ricchezza. Nessuno può stare al suo livello, nessun uomo lo può battere e le donne, in base al suo insindacabile giudizio, sono esseri inferiori che vanno protetti e guidati nella giusta direzione. In poche parole è odioso. Perciò abbiamo una gatta morta, un maschilista misogino, la sorella di Felicita è una bigotta, il cognato un laido taccagno, il fratello Cristoforo è un’altra persona inconcludente e in mezzo a tutti questi personaggi vacui si salva solo il fratello sacerdote. Che altro dire, io non mi sono divertita per niente a leggerlo e non ho visto l’ora di archiviarlo.
STAI ZITTO E BACIAMI DI RACHEL GIBSON
Data pubblicazione: 5 Agosto 2017
Titolo originale: Just kiss me (2016)
Serie: titolo auto conclusivo
Editore: I Romanzi Mondadori Emozioni n° 53
Genere: romance contemporaneo
Livello di sensualità: warm
Ambientazione: Charleston,Stati Uniti, oggi
Lunghezza: 269 pagine
Prezzo: ebook € 3,99
Sinossi:
Per Vivien Leigh Rochet, nota stella del cinema hollywoodiano, tornare a Charleston ha il gusto dolceamaro del passato, e ora che sua madre è mancata improvvisamente calde lacrime riempiono i suoi occhi. Forse Macy Jane non è stata un genitore perfetto, ma l’ha amata come nessun altro al mondo. Sola nella vecchia casa nella Carolina del Sud, Vivien accetta l’aiuto di Nonnie Whitley-Shuler, la ricca signora per cui la madre lavorava come donna di servizio, per organizzare il funerale e sistemare tutto. E la scopre diversa dai suoi ricordi infantili. Ma forse per Vivien la sorpresa più grande è rivedere Henry, il maggiore dei figli di Nonnie: tra i due scocca subito la scintilla di un amore inestinguibile…
Impressioni:
Amo le storie ambientate nel sud degli Stati Uniti, a Charleston o a Savannah oppure a New Orleans, amo quell’atmosfera pigra e lenta che si respira, quel tocco aristocratico e le donne con i doppi nomi e i modi un po’ retrò, il tutto mi ricorda lo splendido Via col vento perciò questo libro di Rachel Gibson non poteva che piacermi. Ammetto comunque che ha alcune lacune in primo luogo per quanto riguarda l’approfondimento del rapporto tra Vivien Leigh (sì, ha il nome dell’attrice che ha interpretato Rossella O’Hara) e Henry, avrei voluto che il libro fosse più centrato su di loro ed invece dal momento in cui si incontrano a quando iniziano una relazione, all’allontanamento per finire con il lieto fine è tutto molto veloce e leggermente freddo. Mi sono piaciuti gli inizi dei capitoli con i brani dal diario di Vivien, mi ha aiutato a conoscerla meglio ma probabilmente questo ha portato via spazio a tutto il resto. Gli interludi romantici e più “fisici” tra Vivien e Henry sono piuttosto warm, nei libri che ho precedentemente letto di questa autrice mi era sembrata più esplicita e anche in questo caso avrei voluto che trasparisse di più la passione che risulta un filino latitante. I segreti nel passato della madre di Vivien e in quella di Henry hanno reso movimentata la storia però anche in questo caso il tutto mi è sembrato un po’ piatto, raccontato senza particolari emozioni mentre invece avrei voluto sentirmi con il vuoto nello stomaco come mi succede nei libri della Phillips. Secondo me la traduzione ha lasciato un po’ a desiderare e ho visto che nell’edizione originale il libro conta 368 pagine mentre in questa ce ne sono solo 269; questo mi fa presumere che siano stati fatti dei tagli ed infatti è questa l’impressione che ho avuto leggendolo, che mancasse qualcosa. Comunque il libro è carino, ci sono spunti divertenti e la coppia Vivien / Henry mi è piaciuta solo che avrei voluto leggere di loro qualcosa in più.
WILDFIRE DI ANNE STUART
Titolo inedito in italiano
Data pubblicazione: 14 febbraio 2017
Serie: The Fire Series – Vol. 3
Editore: Montlake Romance
Genere: romantic suspense
Livello di sensualità: medio/alto
Ambientazione: Isla Mordita, Caraibi, oggi
Lunghezza: 290 pagine
Prezzo: ebook € 3,48
Titoli della serie:
1) Consumed by fire
2) Driven by fire
3) Wildfire
Sinossi:
Tre anni prima Sophie Jordan, ex agente del Comitato, ha commesso l’errore di innamorarsi e di sposare l’uomo su cui doveva indagare e adesso la sta pagando dieci volte tanto. Suo marito può essere uno degli uomini più sexy del mondo ma è anche uno psicopatico. Lei vive prigioniera sull’isola Mordita ma è giunta l’ora della vendetta e della fuga. L’agente sotto copertura Malcolm Gunnison ha degli ordini precisi: infiltrarsi negli affari del marito di Sophie, un trafficante d’armi  e poi ucciderlo. Non esiterà a liberarsi anche della donna se dovesse interferire nei suoi piani ma non è preparato al fatto che lei possa affascinarlo come nessun’altra prima. Ma da che parte sta Sophie? E cosa sta nascondendo dietro quegli occhi ipnotizzanti? Sophie ha giurato che non perderà mai più la testa per un uomo ma il sexy agente sotto copertura è diverso da ogni altro. Con il pericolo che incombe possono Mal e Sophie fidarsi uno dell’altra e della loro crescente passione abbastanza da uscirne vivi? 
Impressioni:
Un bel libro ma con una protagonista femminile veramente stupida. Sophie ha lavorato nel dipartimento di Stato e per la CIA fino a quando è diventata un’agente operativa del Comitato, addestrata da Madam Lambert in persona e, alla sua prima missione che consisteva nel controllare ed eventualmente eliminare Archer MacDonald, un miliardario psicopatico sospettato di svariati delitti, molla tutto perché perde la testa per l’uomo e se lo sposa. Dopo poco tempo si rende conto dell’immensa cavolata che ha fatto ma ormai è troppo tardi, Archer scopre che lei si era infiltrata nella sua vita per spiarlo e ordina di ucciderla solo che, invece di morire a causa di un colpo d’arma da fuoco nella schiena, rimane paralizzata. Il marito trova la cosa così divertente che decide di tenerla in vita, segregata per anni nella sua isola privata dove la può usare per sfogare il suo desiderio di vendetta privandola così di ogni libertà, pestandola quando gli gira e facendo in modo di distruggerla a livello psicologico, non solo fisico. Come potete vedere Sophie non ha avuto vita facile da quando ha tradito il Comitato e si presume che con quell’errore abbia sviluppato un po’ di amor proprio, che il suo desiderio di vendetta l’abbia resa forte e determinata oltre che letale ed invece niente di tutto ciò, dopo che Mal arriva sotto copertura nell’isola, perde nuovamente la testa per un altro uomo pericoloso e continua a rimuginare dentro di sé su quanto è stupida, quanto è ingenua, quanti errori ha fatto e continua a fare a causa della sua debolezza e così via, imperversando per tutta la durata del libro ripetendo i soliti concetti. Le avrei sparato io a quel punto visto che non ne potevo più di continui vaneggiamenti. Mal è in linea con gli agenti che si sono succeduti nei precedenti libri della Stuart, è un killer letale, è leale verso il suo datore di lavoro e agisce coerentemente alla sua missione, è affascinante, intuitivo, conosce i trascorsi di Sophie e non si fida (giustamente) di lei visto che è anche stupidamente impulsiva, sa che se gli creerà problemi dovrà eliminarla ma non se ne cura più di tanto, il suo obiettivo è eliminare Archer e il suo scienziato pazzo che ha ideato un’arma batteriologica che potrebbe provocare milioni di vittime. Sophie gli piace ma non per questo ha intenzione di mettere a rischio la sua missione e, anche quando le cose si fanno sempre più complicate a causa di Archer, l’attrazione che prova per lei rimane sempre sotto controllo. Viene ripetuto molto spesso un po’ da chiunque che la donna è un’idiota e non posso che essere d’accordo soprattutto quando rischia di vanificare un piano ben congeniato perché lei vuole uccidere Archer e sì che ha avuto mesi per farlo da quando ha ripreso l’uso delle gambe mentre è rimasta sempre in attesa di chissà cosa. Detesto quando un’autrice rende la protagonista femminile un donnetta patetica, non lo trovo corretto e pensare che la storia era veramente bella, adrenalinica al punto giusto, con un cattivo che andava sfruttato un po’ di più invece di dedicare pagine su pagine a riflessioni personali che, gira e rigira, riguardavano sempre le solite cose. Comunque di positivo c’è una parte romance ben approfondita, le scene di sesso tra Sophie e Mal sono veramente hot e leggendo avrei voluto un ventaglio per farmi aria, ve lo garantisco. Spero solo che la Stuart continui ancora con questa serie magari scrivendo la storia di Remy Vartain, il bellissimo operativo di New Orleans.  

 

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