Mag 16 2017

Maggio 2017 Letture e Recensioni Varie

UN AMORE PROIBITO DI KAREN ROBARDS
Data pubblicazione: 2006 (Euroclub) Giugno 2017 (I Romanzi Mondadori Introvabili)
Titolo originale: Forbidden Love (1983)
Serie: titolo autoconclusivo
Genere: romance storico
Ambientazione: Irlanda, primi ‘800
Livello di sensualità: warm
Sinossi:
Il tenebroso Justin, sesto conte di Weston, dovrebbe far da tutore a un’orfana ormai diciassettenne. Dovrebbe, visto che nel corso degli anni di fatto l’ha vista ben poche volte, preferendo affibbiare questo scomodo incarico al suo segretario. Ma dopo l’ennesima fuga di Megan dal prestigioso collegio al quale è stata affidata, Justin decide che è arrivato il momento di darle personalmente una lezione. E quando si trova davanti alla bellezza dirompente di quella giovane, che ricordava come una bambinetta noiosa, è spiazzato. Lo è ancora di più perché lei ha pensato bene di affrontarlo in un momento davvero poco opportuno, sorprendendolo nudo nella vasca da bagno! La scintilla fra i due scocca inevitabile. Justin cerca di trattenersi, ma le labbra di lei sembrano fatte apposta per essere baciate. E sembrano non aspettare altro. Pazzo di desiderio, l’uomo cede alla tentazione: la bacia e la tocca scoprendo inaspettatamente che il suo ardore è ricambiato. Presto però i baci non bastano più. Ma proprio quando Megan si sveglia al culmine della felicità dopo una notte di passione, si trova faccia a faccia con la moglie di Justin. E il mondo sembra caderle addosso… 

Impressioni:
Ci sono alcune caratteristiche in un romance che proprio non riesco a farmi piacere e purtroppo le ho ritrovate tutte o quasi in questo libro. Il primo appunto riguarda l’eccessiva differenza d’età tra i protagonisti, le ha 17 anni, lui 36 e talvolta la chiama “la mia bambina” (inquietante…), poi lui, in un’occasione (quasi due…), in preda alla gelosia e ai fumi dell’alcol, la obbliga ad un rapporto sessuale non consensuale e un’altra volta, sempre a causa della gelosia/rabbia, lui la schiaffeggia provocando poi la disgrazia finale. Oltre a questi fattori per me intollerabili (soprattutto il secondo e terzo), ci sono bugie trascinate troppo per le lunghe, eccessiva melodrammaticità, entrambi si fanno travolgere fin troppo spesso dall’ira e agisco impulsivamente o in modo stupido rendendo la lettura un filino angosciante. Per tutti questi motivi non mi sono sentita coinvolta nella storia e poi manca completamente l’ironia, per me fondamentale quando leggo un libro. Comunque la Robards scrive bene e poi si deve tenere conto che il libro è piuttosto datato, risale al 1983 e a quei tempi la maggioranza dei romance storici aveva queste caratteristiche, considerate romantiche e indicatrici dell’amore del protagonista maschile e, se non ricordo male, la maggioranza delle protagoniste femminili erano irlandesi infuocate e volitive, che si mettevano continuamente nei guai e poco inclini a prendere decisioni ponderate. Insomma, erano libri profondamente maschilisti; fortunatamente con il tempo i gusti sono cambiati e anche le storie si sono evolute, in meglio a mio modesto parere.
LA FINESTRA SUL BOSCO DI KAREN ROBARDS
Data pubblicazione: Novembre 2010
Editore: Leggereditore
Titolo originale: Shattered (2010)
Serie: titolo autoconclusivo
Genere: romantic suspense
Ambientazione: Stati Uniti, oggi
Livello di sensualità: warm
Lunghezza: 423 pagine
Prezzo: ebook € 6,99 cartaceo € 10,20
Sinossi:
Gli occhi di una bambina non dovrebbero riempirsi di orrore, covare un segreto per anni, portarselo dentro come un fardello troppo pesante da trascinare. E perché Lisa Grant crede di conoscere quel segreto? È forse lei quella bambina? Una fotografia basta a mettere in discussione una vita intera. Lisa ha davanti a sé una brillante carriera da avvocato, almeno fino a quando non è costretta a tornare a casa per prendersi cura della madre malata. Come se non bastasse, poi, deve pregare una sua vecchia fiamma, Scott, di assumerla. Lui, sensuale e insopportabile al tempo stesso, metterà a dura prova le sue difese: una passione tenuta a freno per troppo tempo alla fine non può che esplodere. Nel frattempo, un incartamento risalente a ventotto anni prima trasporta Lisa verso un passato inquietante e irrisolto. Un’intera famiglia scomparsa senza lasciare alcuna traccia. E poi c’è quella foto che ritrae una donna identica a lei… Lisa e Scott dovranno districare una fitta rete di enigmi, sempre in bilico fra il terrore di mettere a repentaglio le reciproche vite e la necessità di scivolare sui sentieri della passione più intensa e dell’amore che li lega da sempre….
Impressioni:
Qualche anno fa non mi perdevo una puntata di un telefilm poliziesco, Cold Case, che mi appassionava perché le indagini riguardavano casi vecchi e mai risolti che venivano ripresi in mano quando si verificava una soffiata o uscivano dei nuovi indizi perciò, quando ho letto la sinossi di questo libro, ho pensato che valeva la pena di leggerlo. Purtroppo è mancata completamente la tensione emotiva che mi regalavano Lili Rush e colleghi nel famoso telefilm. La lettura è estremamente lenta e piuttosto noiosa, si perdono decine e decine di pagine nella descrizione dell’ambiente in cui si svolgono i fatti, nella struttura delle case e del mobilio, degli abiti e di qualsiasi cosa che niente ha a che fare con le indagini. La parte investigativa è affrontata in modo poco approfondito e la suspense è minima. La protagonista femminile, un avvocato dell’aristocrazia del Kentucky, dal punto di vista caratteriale è nebulosa, è mancato completamente l’approfondimento perciò non si riesce a conoscerla bene e quel poco che si capisce non me l’ha fatta piacere. Vorrebbe indagare sul suo passato e sui Garcia ma anche no, le piace Scott ma esce con un altro tanto per passare il tempo, ha un rapporto pessimo con il padre ma non ha mai chiesto né a lui né alla madre perché le ha abbandonate quando era piccola, è stata un’adolescente problematica ma la cosa viene solo accennata qua e là. Scott è decisamente migliore in ogni senso, è un uomo che si è fatto da solo, è un procuratore distrettuale tutto d’un pezzo, è affascinante e concreto oltre che affidabile ed infatti, nonostante da molti anni abbia un debole per Lisa, non permette a se stesso di indugiare nella cosa trovandola (a ragione) inaffidabile oltre che volubile (una vera principessina viziata). Comunque alla loro storia viene dedicato troppo poco spazio perciò non è corretto ritenerlo un romantic suspense, è un thriller scadente e l’unica parte che merita di essere letta è quella finale dove le cose si fanno interessanti. Peccato.
I DUE VOLTI DELL’AMORE DI JILL MARIE LANDIS
Data pubblicazione: 2000 (Mondadori) Maggio 2017 (I Romanzi Mondadori Oro)
Titolo originale: Blue Moon (1999)
Serie: The Runaways – Vol. 3
Genere: romance storico
Ambientazione: Illinois, 1819
Livello di sensualità: warm
Lunghezza: 334 pagine
Prezzo: ebook € 3,99
Titoli della serie:
1) Day Dreamer (inedito in italiano)
2) Just Once (inedito in italiano)
3) I due volti dell’amore
Sinossi:
Ombre scure, paludi dell’Illinois. La giovane Olivia sta fuggendo da un passato di sofferenze e vergogna. Spaventata a morte dai richiami lugubri degli animali notturni, la ragazza inciampa e cade perdendo i sensi. Tuttavia, quando riapre gli occhi, Olivia non è preda di una lince nascosta tra i rami della folta vegetazione, bensì si ritrova in un letto, riscaldata dalla brace di un fuoco. E l’ospite, il suo salvatore, è un uomo misterioso… Nella tenue luce che illumina la capanna, però, Olivia trasalisce scoprendo un dettaglio inquietante: la profonda cicatrice che segna il volto dello sconosciuto. Ma anche sotto la scorza più dura…
Impressioni:
Il libro parte bene, era riuscito a coinvolgermi con la storia di Olivia, abbandonata dal padre nelle mani dei banditi per salvare il resto della famiglia, venduta ad un ruffiano proprietario di una casa da gioco e bordello che ne aveva fatto per un anno la sua schiava personale, il suo giocattolo sessuale prima di avviarla alla prostituzione ma lei era riuscita a scappare finendo, per sfuggire ad un altro uomo, in una palude e perdendosi. Ed è qui che la trova Noah, priva di sensi, ferita, sporca e con i vestiti laceri. Noah è un indiano mezzosangue che vive come un eremita in una casa su un albero. Ha perso un occhio e ha una lunga cicatrice che gli solca il viso così è andato a vivere nella palude, lontano da tutto e da tutti, perché si sente un estraneo sia con i bianchi che con i pellerossa e poi le persone lo fissano con orrore quando vedono le sue ferite e lui se ne vergogna. Anche Olivia quando si risveglia si spaventa per il suo aspetto ma soprattutto perché non si fida più degli uomini, gliene sono successe troppe, vuole solo ritrovare la sua famiglia, vivere in pace e soprattutto dimenticare tutto ciò che le è successo. Come potete vedere le basi per una bellissima storia d’amore c’erano tutte, la bella e la bestia, la ragazza traumatizzata e il mezzosangue taciturno, bastava sfruttarle e con un personaggio maschile così pieno di fascino poi la cosa sarebbe dovuta risultare abbastanza semplice. Ed invece ad un certo punto si è virati verso il melodramma con tanto di eroina femminile in modalità martire a tutti i costi che decide di sacrificarsi per salvare Noah e la sua famiglia da una misera minaccia fatta dall’uomo che l’aveva tenuta prigioniera nel bordello. A Noah non viene data la minima possibilità di dimostrare il suo valore, fa tutto lei, mente, tiene nascoste le cose, lo caccia via (per il suo bene ovviamente), fa giurare alla sua matrigna che non avrebbe mai detto a nessuno delle minacce di morte di Darcy tanto la sua vita non vale niente confrontata con la loro anche perché è una donna perduta e non merita di essere amata e bla bla bla…Insomma è diventato tutto così scontato e noioso che ad un certo punto ho iniziato a saltare pagine su pagine per non leggere più i deliri da Giovanna D’Arco di Olivia. I personaggi secondari sono ugualmente mediocri a cominciare dal padre della ragazza, un vigliacco come pochi ma forte del suo inutile orgoglio e la matrigna, una ragazza poco più grande di Olivia e, come direbbe mio figlio, stolta all’inverosimile. Ma Olivia, dopo il trattamento che ha subito da parte della sua famiglia, continua a volerli proteggere e a sacrificarsi. Alla fine l’unico che ha suscitato la mia simpatia e il pseudo cattivo, Darcy, quello che fa minacce a vuoto senza mai essersi macchiato di omicidio ma temuto da tutti come se fosse il diavolo in persona. Insomma, un peccato che si sia rovinata una storia così bella con un protagonista maschile, Noah, conosciuto anche come il Principe dell’Ohio (una leggenda nel pilotare le chiatte al quale era stata dedicata una canzone) che avrebbe meritato di avere la scena praticamente per lui… lasciandola a Olivia il libro si è trasformato in un romanzetto d’appendice.
P.S.: ho cercato se l’autrice aveva scritto un libro su Darcy ma purtroppo non ne ho trovato traccia…altro grosso errore.
L’AMORE NON ESISTE DI JESSICA CLARE
Data pubblicazione: 3 Maggio 2017
Titolo originale: One night with a billionaire (2015)
Serie: The Billionaire Boys Club – Vol. 6
Editore: Newton Compton
Genere: romance contemporaneo
Ambientazione: Stati Uniti, oggi
Livello di sensualità: medio/alto
Lunghezza: 227 pagine
Prezzo: ebook € 5,99
Trama:
Kylie è la make-up artist delle stelle, e sa cosa significa essere messi in secondo piano. Specialmente se a farlo è la sua famosissima datrice di lavoro, la popstar Daphne. È per questo che è stupita e felicissima quando una sera, a una festa, attira l’attenzione di un uomo fantastico. Ma quando Daphne decide che vuole per sé il bellissimo miliardario, Cade Archer all’improvviso per Kylie diventa intoccabile.
Cade conosce Daphne da anni, e si è sempre chiesto se potesse essere la donna giusta per lui, anche se lei non l’ha mai degnato di uno sguardo. Ma una notte rovente con Kylie ha cambiato tutte le carte in tavola. Allora perché Kylie all’improvviso lo sta evitando? Per fortuna Cade è deciso ad avere ciò che vuole, e farà di tutto per dimostrare a Kylie che anche lei può avere tutto ciò che desidera…
Impressioni:
Leggendo i libri della Clare ho come l’impressione che prenda spunto per le sue figure femminili direttamente dai giornali di gossip e così abbiamo Kylie, la protagonista, che fisicamente è un mix tra Kim Kardashian e Nicki Minaj, tette e culo enormi, una 50 abbondante di taglia, pelle stupenda e sexy da impazzire. La donzella è anche gentile, buona come il pane, sempre allegra e priva di carattere infatti si lascia chiamare Merilyn cicciona dalla star del pop senza battere ciglio e si fa infinocchiare dai cattivoni dell’azienda discografica senza tentare una minima reazione e versando litri di lacrime. Ovviamente è tanto insicura per colpa del peso eccessivo ma non sia mai che una decida di mettersi a dieta per sentirsi meglio soprattutto dal punto di vista della salute fisica, l’importante è piangersi sempre addosso e farsi coccolare dal marcantonio. Cade dal canto suo ha un fisico perfetto, addominali da urlo, è bello come un dio, è ricchissimo, è carino e gentile, accomodante, adora le tette e i culi grossi, fa sesso meglio di un attore porno ed è piatto come una tavola, anche lui privo di carattere e incapace di liberarsi di una palla al piede come Daphne. Ed arriviamo alla star del pop, la terribile Daphne, un mix tra Britney Spears e Lindsey Lohan, una mocciosa viziata e maleducata che imperversa con il suo caratteraccio per tutto il libro senza che nessuno, in primis Cade, le dia un freno. La storia è praticamente inesistente, Kilye vede Cole, Cole vede Kylie, lui si ubriaca e finiscono a letto, la volta dopo si ubriaca lei, finiscono a letto ma prima si sposano (e lei non ricorda nulla), devono tenere nascosto tutto a Daphne altrimenti va ancora più fuori di testa di quello che è, continuano a fare sesso ovunque finche vengono scoperti, Daphne colpisce con un vaso Kilye poi tenta il suicidio e viene internata in una clinica. Kylie, che non vuole pesare su nessuno, scappa via, Cade la rincorre in stile Richard Gere in Pretty Woman e finiscono a vivere insieme felici e contenti e New York. Potrei provare anch’io a scrivere una cavolata del genere, magari raggranello qualche soldo.
THE LAST VALKYRIE: TRE ANELLI – TRE RE DI JENNIFER SAGE
Data pubblicazione: Febbraio 2017
Titolo originale: The last Valkyrie (2016)
Serie: primo romanzo di una trilogia
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: paranormal romance
Ambientazione: Islanda, oggi
Livello di sensualità: hot
Lunghezza: 306 pagine
Prezzo: ebook € 3,99 cartaceo € 12,67
Trama:
Un genocidio ha spazzato via le Valchirie, le uniche messaggere capaci di viaggiare liberamente fino ad Asgard e nel Valhalla, oltre agli Dei. Allo stesso tempo, una magia nera tiene segregati gli Dei ad Asgard fino a quando il Ragnarok non sarà completo, e tutti gli Dei e i regni saranno distrutti, in modo che nuove divinità possano salire al trono.

La nascita di Kara su Midgard non è stata registrata e, dalla morte della sua stirpe, ha vissuto nascosta presso il Drago a cui darebbe l’anima. Il suo amore per Zane è un pozzo senza fondo e, nonostante la compagna del Drago sia morta nel genocidio, Kara non può fermare i suoi sentimenti. Non riesce a controllare il suo cuore più di quanto non riesca a capire come essere una Valchiria e liberare gli Dei. Zane è stato il suo mondo per più di due secoli, mantenendo segreti che potrebbero mandarla completamente in frantumi.
Rune ha concubine e contratti, ma adesso ha il compito di insegnare la magia a una Valchiria ormai sola per fermare la Nazione Pro Ragnarok, come lui stesso la chiama. Rune non prende parti, ma conosce il piacere… lo conosce molto, molto bene. Qualcosa di cui Kara ha bisogno da moltissimo tempo e che le è sempre stato negato. Il suo cuore appartiene a Zane, il suo Drago, ma lui non è mai stato davvero suo, vero?
Un viaggio attraverso l’amore, il lutto, la magia e la redenzione nel più improbabile dei luoghi. Unitevi a Kara, l’ultima Valchiria, e scoprite insieme a lei verità, menzogne, lussuria e perdite mentre tenta di imparare come essere una Valchiria.
Impressioni:
Io amo il genere paranormal/urban fantasy e pochi mesi fa avevo letto Keltor di Jennife Sage, trovandolo noioso e piuttosto piatto comunque ho voluto dare un’altra possibilità a questa autrice con The Last Valkyrie. Purtroppo non ho notato grandi miglioramenti nella sua capacità narrativa e l’ho finito con parecchia difficoltà. Intanto è eccessivamente prolisso, ci sono pagine su pagine di descrizioni ripetitive e meditazioni varie da parte della protagonista riducendo all’osso i dialoghi, per me importantissimi. Tutto ciò che riguarda la mitologia nordica è confusionario (niente a che vedere con i libri di Kresley Cole o con la serie Fever di Karen Marie Moning), ci sono troppe cose e dopo un po’ ci si perde in mezzo a tutte le razze, i regni, gli dei ecc. I pochi dialoghi che ci sono li ho trovati un po’ adolescenziali e l’azione vera e propria alla fin fine è minima oltre che poco coinvolgente. In definitiva ogni scusa è buona per metterci delle interminabili scene di sesso che mi hanno lasciata piuttosto fredda vista la meccanicità. Kara risulta sempre in calore, se non è il suo amato drago è qualcun altro a farla sbavare e poi tutti che bevono litri di alcolici e ovviamente non mancano le serate trasgressive in qualche club o perfino in un locale per scambisti. Nella parte finale viene spiegato tutto quello che era stato tirato per le lunghe in precedenza e si rimane con il solito colpo di scena che rimanda al volume successivo (che non leggerò). Credo proprio di avere chiuso con questa autrice.
E’ UN GIORNO BELLISSIMO DI AMABILE GIUSTI
Data pubblicazione: Maggio 2017
Serie: titolo autoconclusivo
Editore: Amazon Publishing
Genere: young adult
Ambientazione: Stati Uniti, 2010
Livello di sensualità: warm
Lunghezza: 378 pagine
Prezzo: ebook € 4,99 cartaceo € 9,99
Trama:
Grace Gilmore, bionda diciottenne di buona famiglia, vive in un mosaico di cristallo in cui ogni tessera ha il suo posto preciso: i suoi genitori sono belli, ricchi e affettuosi, le porte dell’università di Yale si apriranno subito dopo l’estate, e un principe azzurro di nome Cedric è il fidanzato pronto a sposarla. Eppure bastano una sola notte e tre colpi bassi del destino a farle mettere in discussione tutto quel mondo.

Con i cocci delle sue illusioni in uno zainetto e i frantumi della sua vecchia vita nel cuore, Grace si ribella al suo futuro perfetto, scelto da chiunque tranne che da lei. Si lancia così in un inatteso e spontaneo road trip in giro per gli States, decisa per una volta a seguire il suo istinto e i suoi sogni.
A New York conosce il bellissimo Channing: metà latino e metà asiatico, capelli di seta e fisico mozzafiato, irriverente ma gentile. È lui il fulmine dagli occhi blu che squarcia il cielo grigio nel cuore di Grace. Dalla Pennsylvania all’Ohio, dal Kentucky all’Illinois, fino al tour sulla mitica Route 66, il destino sembra deciso a far intrecciare le strade dei due giovani. E mentre Grace imparerà a conoscere sentimenti nuovi ed emozioni autentiche – così lontane dalla sua vecchia vita –, Channing dovrà fare i conti con un tragico segreto che potrebbe spezzare il sogno di un giorno bellissimo.
Impressioni:
Questa volta la Giusti ha scritto un young adult e, non essendo proprio il mio genere, non sono riuscita ad apprezzare la storia. Purtroppo non ho provato la minima empatia nei confronti di Grace, una specie di principessina cresciuta sotto una campana di vetro, una diciottenne debole e pavida, sempre con le lacrime in tasca, più ingenua di Campanellino, una incapace di affrontare i problemi, di liberarsi della zavorra, di dire le cose come stanno, che si mette spesso nei guai perché incapace di ragionare prima di agire, che deve avere sempre qualcuno su cui appoggiarsi e che il più delle volte risulta irritante. Questa ragazzina, quando scopre che tutta la sua giovane vita si poggia su fondamenta inesistenti, scappa di casa per ritrovare se stessa e affronta un’avventura on the road (finanziata dalla carta di credito dei genitori ovviamente), si imbatte in un bellissimo ragazzo e scopre il Nirvana. Tutta la storia è abbastanza favoleggiante, a tratti melodrammatica e in definitiva poco coinvolgente. Channing è un bel ragazzo, uno sportivo, è sfuggente, scanzonato e per questo molto ricercato dalle ragazze, ha problemi di cuore e dovrebbe sottoporsi ad un trapianto per sopravvivere ma preferisce vivere il poco che gli resta da leone piuttosto che affrontare una vita da pecora. Grace si riduce ad una specie di cerebrolesa ogni volta che sta con lui, è di un’ingenuità irreale, praticamente un’aliena (ho un figlio adolescente, le mie amiche idem, sia maschi che femmine e quelle come Grace penso si siano estinte qualche decennio fa visto il livello di scaltrezza con cui ci confrontiamo ogni giorno). Anche il fatto che incontri tutte queste brave persone, che siano tutte rose e viole per lei, che faccia quasi dei miracoli è veramente surreale. Probabilmente il problema è mio, se avessi saputo che era uno young adult me ne sarei tenuta alla larga visto che, dal punto di vista anagrafico, non potrei essere più lontana e disincantata rispetto a ciò che viene raccontato in questo libro.
UN IMPREVISTO CHIAMATO AMORE DI ANNA PREMOLI
Data pubblicazione: 27 Aprile 2017
Editore: Newton Compton Editori
Genere: romance contemporaneo
Ambientazione: New York, Stati Uniti, oggi
Livello di sensualità: warm
Lunghezza: 320 pagine
Prezzo: ebook € 5,99 cartaceo € 8,42
Sinossi:
Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo…
Impressioni:
La Premoli scrive incredibilmente bene, lo dico ogni volta che leggo un suo libro, sarò logorroica ma sulla sua bravura non ci piove. Ho divorato “Un imprevisto chiamato amore” praticamente senza prendermi un attimo di pausa perchè è così coinvolgente e con due protagonisti così affascinanti che è impossibile metterlo giù. Ho amato Jordan da subito e sì che in genere detesto le bellone apparentemente senza cervello e che mirano a sistemarsi sposando un riccone però lei è così sincera, non si nasconde dietro stupide scuse, dice le cose come stanno, si vede per quello che è e si accetta, ha programmato di trovare un uomo che le dia un po’ di serenità e va avanti per la sua strada, chi se ne frega del disprezzo altrui o di chi la vuole far sentire inferiore, lei è convinta di esserlo visto che nessuno le ha mai detto di valere qualcosa e, visto che la vita è difficile, perchè non cercare di rendersela più semplice? In fin dei conti quante di noi donne moderne abbiamo fatto, prima o dopo, lo stesso ragionamento anche se apparentemente sembriamo in carriera, realizzate ecc.? E poi Jordan è fondamentalmente buona e onesta, per certi versi ingenua e per altri disillusa, ma affronta ugualmente la vita con un sorriso e un po’ di allegria. Rory è un uomo che pretende fin troppo da se stesso e dagli altri, aspira sempre al massimo, è un po’ presuntuoso bisogna ammetterlo e l’incontro con Jordan un po’ alla volta scuote le sue fondamenta così sicure. A tratti disprezza la ragazza per i suoi piani “mercenari”, a causa della sua lingua fin troppo affilata riesce anche a ferirla però il suo percorso da uomo certo delle sue convinzioni a innamorato perso è assolutamente godibile oltre che realistico. Che altro dire, la Premoli ha il pregio di riuscire a sfornare storie fantastiche su gente normale scrivendo della quotidianità, di sentimenti veri, senza ricorrere a colpi di scena roboanti e regalando a chi legge i suoi libri momenti di allegria, buonumore, romanticismo e positività.

 

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